
Ca'Memo e la chiesetta del Redentore
Se entriamo nell' Oratorio di Ca' Memo, possiamo vedere un'interessante composizione in stucco, con la Vergine e San Giovanni ai piedi della croce, di scuola settecentesca. Tra tutte le ville di Noventa appartenenti a nobili famiglie veneziane, quella che ha lasciato un segno duraturo nella toponomastica del paese è sicuramente la residenza di campagna costruita ai primi del 600 da Marcantonio Memo, quando era ancora Procuratore di San Marco, prima di essere eletto Doge della Serenissima nel 1612. Anche se il suo dogato fu molto breve, morì infatti nel 1618, i noventani tramandarono sempre nel tempo il ricordo del grande privilegio avuto di ospitare la dimora di un Doge in carica. I Memo o Memmo erano una delle famiglie più antiche di Venezia,del gruppo di quelle dodici, cosiddette “apostoliche”, che parteciparono alla fondazione della Repubblica. Negli anni le loro proprietà si estesero enormemente in paese, acquisendo case, terreni agricoli e quasi tutti gli edifici del centro. Per questi motivi, alla fine del 1800, quando l’Amministrazione Civica decise di dotare il Comune di uno stemma, assieme al cavallo e al fiume, inserì nello scudo il blasone di questa famiglia. La villa del Doge era ubicata a ridosso dell’argine del Piave, nella località che da allora si chiama appunto Ca’ Memo. Del suo complesso faceva parte anche un importante oratorio pubblico intitolato al Redentore, sulle cui macerie, dopo la distruzione bellica, fu costruita l’attuale omonima chiesetta. Notevolmente è la forma particolare del campanile e l’iscrizione sulla facciata che ricordano l’anno di costruzione della villa: il 1605.
