Italy Noventa di Piave un comune di 6.159 abitanti della provincia di Venezia.

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La"civiltà delle ville"

Fiume Piave le origini

Il Piave nasce tra il 30000 e il 20000 a.C. dalle glaciazioni del Pissiano e del Wurmiano. L'attuale alto bacino del fiume era costituito dal ghiacciaio Lapisino che sfociava in due lingue, una presso il lago Santa Croce e l'altra presso Cornuda. Dopo il ritiro del ghiacciaio, l'alveo del Piave si è profondamente trasformato dando luogo a cambiamenti morfologici dovuti all'azione corrosiva delle acque. Si formarono bacini carbonatici, selcerei, arenatici, quarzosi portati a valle dal Piave. Diverse sono le tracce del fiume al termine della glaciazione del Wurmiano che coincide con una discreta presenza dell'uomo di Neanderthal nella fascia collinare dell'alta pianura trevigiana. Tra il 15000 e il 12000 a.c., le acque meno abbondanti portarono depositi di ghiaccio in quest'area. Le abbondanti alluvioni del varco Biadene-Caerano unite ad un innalzamento tettonico del mantello, indirizzarono il Piave lungo il corso attuale. In questo periodo si hanno le tracce più rilevanti della presenza dell'uomo. Gli interventi principali di quest'ultimo, per evitare l'interramento della laguna, sono evidenti presso Venezia. Il PaleoPiave è stato fondamentale collegamento tra le Dolomiti e la laguna veneta. Esso rappresentava l'unica arteria naturale in grado di collegare mare e monti rappresentando anche una fonte inesauribile di cibo, acqua e inerti. Nei suoi 200000m il Piave presenta una vasta diversità climatica e ambientale. Lungo il suo bacino sono stati rinvenuti numerosi manufatti preistorici; gli insediamenti più antichi risalgono al Medio Paleolitico e si trovano a diverse quote tra la fascia prealpina e la bassa montagna, appartengono all'uomo di Neanderthal. Sono stati rinvenuti resti inumati di uomini cacciatori-raccoglitori vicino a Feltre e Cortina d'Ampezzo, il Piave costituiva, infatti, un punto strategico per questi uomini data la presenza di punti di passaggio obbligatori per gli ungulati alla ricerca di nuovi pascoli. Nel Diryas antico e medio l'ambiente era prevalentemente steppico: il lavoro principale di cui si occupavano era quindi la caccia di stambecchi, uri e bisonti. All'inizio della fase climatica Atlantica in pianura prese piede la foresta di latifoglie mentre alle alte quote persistevano le praterie aperte. Questo notevole cambiamento climatico apportò variazioni nel sistema di vita e di caccia dell'uomo cacciatore-raccoglitore qui stabilitosi. Questo periodo favorì inoltre lo sviluppo dei coltigeni e introdusse gli elementi necessari per lo sviluppo dell'agricoltura. Famosi sono anche gli insediamenti su colline per una migliore difesa. L'età del Bronzo si sviluppa tra il 1200-900 a.C. circa e segna un progressivo e vasto popolamento della regione percorsa dal Piave, con ampie testimonianze di insediamenti e rinvenimenti occasionali. Per la fase antica e media dell'età del Bronzo è difficile determinare quali furono i centri di irradiazione, non solo per l'età plavense, ma per il Veneto in generale. Per quest'età abbiamo nel Bellunese e nel Cadore rinvenimenti rari e casuali. Si può affermare che anche l'alto bacino clavense era frequentato dall'uomo pure nelle vallate e negli affluenti, anche se non possediamo tracce sicure di insediamenti. Le segnalazioni a quote alte e talora presso passi, sembrano indicarci una presenza legata ai traffici ed anche alla caccia estiva, unita forse alla ricerca dei metalli. Simile la situazione del Bronzo antico per la conca Bellunese: si notano discrete testimonianze nei dintorni di Feltre, Belluno e Ponte delle Alpi, ove si può presumere una presenza continua, date le migrazioni tali da permettere una discreta attività agricola e di allevamento. Con il periodo del Bronzo Medio-Recente aumenta il numero degli insediamenti, pur sempre tenendo conto della situazione dei ritrovamenti: reperti di bronzo tra i quali asce, pugnali, spade, cuspidi di lancia e meno raccolti sono gli strumenti di ceramica e di ossa. Tutto il bacino del Piave nel bellunese e nell'alta Pianura trevigiana presenta una situazione di gran vitalità e ricchezza. In seguito al cambiamento climatico c'è stata un'intensificazione dell'attività insediativa lungo tutta la valle del fiume Le popolazioni dell'età del Bronzo introducono una nuova logica insediativa, più stabile e integrata da interventi di modificazione territoriale. Testimonianze di questa nuova fase insediativa sono materiali fittili e littici attribuiti all'età del Bronzo, si trovano distribuiti sulle dorsali collinari dove sono stati rinvenuti resti di villaggi proprio di quest'età.

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