Il fiume Piave
aspetto geografico

 

 

Il Piave è un fiume del Veneto, quinto in ordine di grandezza tra i fiumi italiani, il quale nasce nelle Alpi Orientali e sbocca nell'adriatico, 35Km, a Nord Est di Venezia, al limite orientale della laguna Veneta.
Il suo bacino misura 4100Kmq, e il corso è lungo 220Km; gli affluenti più importanti, tutti nel corso superiore e medio, sono quelli di destra , che gli portano alimento dalle Alpi Dolomitiche: Anisei, Boite, Maè, Cordevole. Il ramo dove sorge il fiume si trova alle falde meridionali del M. Peralba (m 2683), al confine tra il Cadore e la Carnia.
La parte superiore del bacino è relativamente stretta , dato il percorso trasversale del fiume rispetto all'andamento delle pieghe; s'allarga poi notevolmente nell'attraversare la Val Belluna; si restringe di nuovo alla stretta di Quero (dove durante l'invasione glaciale il ghiacciaio del Piave ha costruito un piccolo anfiteatro morenico), lambe il Montello ( grandioso cono di deiezione, costituito da depositi alluvionali ferretizzati, formatosi nel periodi Plicenico) e con un corso dapprima larghissimo, nell' alta pianura veneta poi con un alveo ristretto e le acque raccolte in un solo canale, raggiunge l'Adriatico al porto di Cortellazzo.
A Pederobba è largo 1Km e mezzo, a Falzè, presso l' angolo NE del Montello, misura appena 250m, poi uscito dalla chiusa di Nervesa ne misura da 600 a 800 e addirittura 4Km presso Cimadolmo dove si divide in un gran numero di rami, che costituiscono le cosiddette grave (greti ghiaiosi, con materiali grossolani assai bibuli e isolotti coperti da arbusti). La foce, che si trova sul medesimo meridiano della sorgente, presenta un esile pennello sabbioso, dovuto all' accumulo prodotto dal moto ondoso alla bocca del fiume.
Poiché scarsa è l'azione temperatrice del mantello forestale e i pochi laghi e i pochi ghiacciai del corso superiore servono poco per regolare le portate, queste vanno soggette a rapide oscillazioni che sono repentine e di breve durata a causa delle notevoli pendenze dei corsi superiori. Si hanno così portate di piena veramente imponenti, quasi cento volte superiori alle portate di magra, e un enorme estensione di greti, dove le acque di piena formano rapide fiumane di più centinaia di metri di larghezza che sconvolgono i materiali del fondo. Le precipitazioni del bacino sono in media di 1250mm annui, ma la loro distribuzione stagionale ha scarsi rapporti con il regime del fiume sia perché nel corso superiore esse cadono per molti mesi sotto forma di nevi, sia perché a seconda delle stagioni varia molto il coefficiente di deflusso.
Il regime non si scosta quindi sensibilmente da quello degli altri fiumi alpini; si hanno infatti magre invernali seguite da piene primaverili-estive (maggio-giugno), che si esauriscono in agosto-settembre, quindi il corso d'acqua risente delle precipitazioni che cadono in ottobre-novembre ed ha allora inizio il periodo delle piene autunnali, assai regolari. La portata minima si aggira a Belluno sui 40mc al secondo, la portato massima sui 300mc (con un massimo assoluto di 2500 durante la storica piena del settembre-ottobre 1882), il modulo (portata media annua) sui 120-130 mc.
Queste cifre sono tuttavia diminuite dopo che, allo scopo di formare un serbatoio d'acqua con il lago di Santa Croce, venne effettuata presso Soverzene una deviazione del Piave (in media 40mc al secondo).In seguito ai lavori effettuati, il Rai emissario artificiale del lago di Santa Croce che portava le acque nel Piave, è stato chiuso. Le irrigazioni con acque del Piave vengono sviluppate su una superficie complessiva di 100 mila ha., dai consorzi Brentella e Canale della Vittoria, che derivano le acque a Poderobba e Nervesa. Da Zenson alla foce il fiume è navigabile per 34 km; nel corso superiore è invece praticata la fluitazione, che si arresta a Perarolo. Nella zona di Montebelluna si origina un conoide dove il Piave anticamente sboccava in pianura.
Attualmente le acque del Piave che scorrono nella stretta valle di Nervesa, alimentano l'acquifero sotterraneo che viene alla luce nella zona della fascia delle risorgive. Il Sile e molti altri fiumi di risorgiva traggono la loro alimentazione anche da tali acque di infiltrazione.
A Nord del Montello ed a ovest ci sono i terrazzi fluvioglaciali delle glaciazioni RISS, VURM, MINDEL (più antica).

Il Piave in cifre

- Superficie bacino imbrifero montano (fino a Nervesa) km2 3.700
- Lunghezza asta principale (dal Peralba al mare) km 220
- Precipitazione media annua mm 1.250
- Volume medio annuo delle precipitazioni m3 4,5 miliardi
- Volume medio annuo dei deflussi m3 3,8 miliardi
- Portata media annua a Nervesa m3/s 135
- Portata media minima estiva a Nervesa m3/s 60
- Portata minima invernale a Nervesa m3/s 45
- Portata massima a Nervesa (piena 1966) m3/s 5.000
- Capacità di invaso dei laghi (Santa Croce, Pieve, Mis) m3 180 milioni
- Portata derivata dai Consorzi nel periodo invernale (senza restituzione) m3/s 24
- Portata massima derivata dai Consorzi nel periodo estivo m3/s 96
- Portata massima deviata dall'ENEL nel Livenza m3/s 40
- Superficie irrigata direttamente o indirettamente ha 100.000
- Energia idroelettrica media annua prodotta kWh 3,2 miliardi.