La chiesa madre

 


La chiesa intitolata al patrono del paese, è l’erede dell’omonima antica pieve, risalente all’XI secolo, distrutta dagli eventi bellici nel 1917.
Si affacciava sulla piazza, ed è stata costruita in posizione diversa rispetto al vecchio edificio, che si trovava invece sulla via Lampol e guardava il fiume Piave.
Ultimata nel 1923, su progetto studiato dal prof. Possamai a cui unì l’arch. Rupolo, fu approvato il 6 maggio 1921 che progettò anche il campanile.
E’ in sobrio stile romanico, con tre navate e un’ abside semisferica. Da notare: la facciata armonica nella sua austerità, e la bellezza dell’alto e snello campanile.
Contiene una pregevole decorazione ad affresco opera del prof.Tiburzio Donadon di Pordenone. Il lavoro si divide in due parti: nella prima, che abbraccia la calotta e l’abside, è rappresentato il Trionfo dell’ Immacolata tra gli angeli; nella seconda sulla volta del presbiterio, I quattro Evangelisti.
Sui due fondali del primo arco trionfale: a sinistra San Liberale, patrono della diocesi; a destra San Mauro martire che sostiene nelle sue mani il nuovo edificio sacro.
Sull’altare della navata laterale sinistra, si può ammirare l’opera sacra a cui i noventani tributano maggiore devozione, l’immagine della Beata vergine col Bambino.
Una pittura su tavola, ricoperta da una lamina d’argento sbalzato, dipinta nello stile della scuola belliniana e che presenta notevoli analogie con la Madonna detta Costantinopoliana, che si trova nella chiesa di Santa Giustina a Padova.

Il campanile sorge su un poderoso zoccolo di base di circa ml 7,5 si annalza fino al coronamento quadrangolare sopra la cella campanile per circa ml,40,5 e si conclude con un secondo coronamento poligonale di circa ml 5,0 e con la gulia, fino a reggiungere un'altezza totale di circa 78 metri.