Il culto mariano del santo Rosario è una devozione molto radicata e sentita
nel Veneto. Una ricerca sulla sua introduzione e diffusione nella sua introduzione
e diffusione nelle nostra zona, non può prescindere da quanto attestato da
una lapide che si trova a Noventa. Essa riporta l'iscrizione:”L'anno di N.S.
1217- S. Domenico Padre dei predicatori passò per Noventa con Mons. Valcherio
Patriarca di Aquileia e piantò questo tempio con la devozione del Sacro Rosario,
che fu la prima fondata in Italia”. Tale lapide fu collocata nel 1717, in
occasione del cinquecentesimo anniversario dell'avvenimento, nell'oratorio
della B.V. del Rosario. Questo edificio sacro era attiguo all'antica pieve
e per secoli ebbe funzione e dignità di santuario. Per storia e opere d'arte
contenute, meriterebbe una descrizione più ampia. per ora basta dire che
andò distrutto a causa degli eventi della grande guerra e al suo posto nel
1925 fu costruito l'attuale omonimo Oratorio nel quale fu sistemata la lapide,
che nel frattempo era riemersa fortunosamente intatta dalle macerie. Quanto
riportato nell'iscrizione sembra però non trovare riscontri storici, in quanto
è documentata la presenza di San Domenico di Guzman in questa zona una sola
volta nel 1221 quando il patriarca Valcherio era già morto da tre anni, nel
1218, e ciò escluderebbe una loro contemporanea presenza a Noventa. Questo
non implica una smentita dell'Oratorio, né del suo primato. La tradizione
potrebbe infatti rappresentare la fusione fatta a posteriori di due avvenimenti
quasi concomitanti e ritenuti, entrambi, di grande valore per la fondazione
del Tempio. Di certo, il patriarca Valcherio nel 1217si recò e Venezia per
una missione diplomatica e dovette passare necessariamente il Piave a Noventa,
cosi come nulla smentisce che san Domenico abbia visitato il paese durante
il soggiorno Veneziano. L'antichità dell'introduzione del culto mariano del
rosario nel nostro paese non verrebbe smentita neanche dalla tesi di certa
storiografia moderna che esclude che l'istituzione e la diffusione di tale
culto si debbano proprio a San Domenico, in quanto la cosa non figurerebbe
nei testi dei suoi primi biografi, né risulterebbe dalle testimonianze rese
al processo di canonizzazione nel 1233. Secondo tale tesi il Rosario nasce
di fatto dalla convergenza di antichi usi penitenziali e devozionali, la
cui pratica risulta molto diffusa in particolare nei paesi di lingua tedesca,
trovando poi nei Domenicani i suoi principali sostenitori e propagatori.
Non sarebbe quindi causale che Valcherio o Volchero in realtà si chiamasse
wofger von Erla, e fosse un nobile bavarese, tedesco come del resto quasi
tutti i Patriarchi di Aquileia di quel periodo. Così pure importante è l'accertata
presenza a Noventa, sin dal Xlll secondo, dei Padri Domenicani del monastero
di San Giovanni e Paolo di Venezia, con diverse proprietà nel territorio
e in particolare nel colmello di Lampol, dove ancora alla fine del 1700 esisteva
un loro oratorio pubblico. Da Noventa la devozione si irradiò radicandosi
anche nei centri vicini. Qualche secolo dopo ricevette un ulteriore impulso,
particolarmente sentito nei territori del dominio veneto, per l'attribuzione
alla B.V. del Rosario della vittoria navale conseguita sui Turchi mussulmani
a Lepanto il 07 ottobre 1571. A ricordo dell'avvenimento Papa S. Pio V fissò
la festa di Nostra Signora della Vittoria il 7 ottobre che il Papa successivamente
Gregorio XIII trasferì alla prima domenica dello stesso mese come festa della
madonna del Rosario.
