La Piazza Vittorio Emanuele
La Piazza e la sua storia
Quando il 09 gennaio 1878 morì il primo Re d’Italia, il consiglio comunale di Noventa si riunì per rendere solenni onori al sovrano defunto e in quell’occasione fu deliberato di intitolargli la piazza principale del paese, che da allora si chiamò Piazza Vittorio Emanuele.
Ma è bene ricordare che per i noventani, questo luogo della memoria, emblematico dell’individualità paesana, era e continua a essere semplicemente “la piazza”. La sua prima particolarità riguarda l’origine. Se la maggior parte delle piazze di paese appartiene alla tipologia religiosa o civile, perché nate come sagrato della chiesa o come spazio antistante alla sede dell’autorità di governo, quella di Noventa non rientra in queste. Lantica Pieve, infatti, si trovava non sulla piazza ma sull’attuale via Lampol, avendo la facciata rivolta verso il fiume, così com’è altresì esclusa, almeno agli inizi, la prospicienza di alcun edificio pubblico di una qualche rilevanza. La piazza di Noventa rientra piuttosto nella categoria della piazze cosiddette “commerciali”.
La sua origine va fatta risalire al X secolo, e più precisamente a quel 996, anno in cui i Veneziani, su autorizzazione dell’imperatore Ottone III, costituirono un porto e un mercato sul Piave, insediando con essi il primo nucleo abitato che diede vita al paese.
La scelta dei Veneziani cadde sul posto perché era allora, come lo è ancora oggi, il punto terminale della navigabilità del fiume, ma anche perché proprio li il Piave veniva attraversato da una importante strada, che ricalcava il percorso di una antica via romana che collegava il territorio altinate con Oderzo e Motta:la Calnova.Questa ebbe per la Serenissima un particolare interesse di tipo commerciale, che dopo il 1388, con l’acquisizione del dominio di terraferma, divenne anche di tipo strategico, essendo la via di collegamento più breve tra Venezia e il Friuli.
La Piazza nacque quindi dall’esigenza di avere uno spazio funzionante alle attività portuali e perciò collegato al fiume, ma nello stesso tempo, anche aperto sulla Calnova. Del resto il termine piazza deriva dal latino “platea” con il significato di parte centrale del teatro ma anche propriamente di “strada larga”. Questo le conferì, sin dall’inizio, quella particolare forma triangolare, che si è mantenuta sostanzialmente intatta sino ad oggi. Per quanto riguarda la viabilità questa si imperniò per otto secoli sull’asse porto-Calnova, finche nei primi decenni del 1800 il Governo Austriaco mutò il tracciato di un’altra strada, che sarebbe poi diventata l’attuale provinciale per Ponte di Piave, che da luogo l’argine dove allora correva, fu spostata ad intersecare il centro realizzando le odierne via Roma e Romanziol.
Nel 1882 si deve registrare lo spostamento della sede municipale dall’edificio ex ufficio postale, loggia, nel nuovo palazzo del comune appena costruito.
E dal 1923 essa è dominata dalla nuova Chiesa Arcipretale e dal suo imponente campanile. Sulla Piazza che per secoli è stata il centro vitale non solo del paese, ma di tutto il territorio circostante, si sono affacciate umili case e palazzi gentilizi, locande e osterie, botteghe commerciali ed artigiane. Con lo sviluppo di tutto un fervore di attività che mescolava barcheri e commercianti, mendicanti e nobiluomini, viaggiatori e furfanti e un consumarsi di storie che troveranno forse altra occasione per essere raccontate.
