Le sanguinose battaglie della prima Guerra Mondiale, nell'autunno del 1917, hanno cancellato in pochi giorni, quasi l'intero patrimonio artistico noventano. Delle fastose dimore esistenti, appartenute alle casate degli Erizzo, dei Molin, degli Zeno, dei da Mosto, dei Memo e dei Sabbionera, è sopravvissuta, oltre alla Villa de Zuliani ed alla Villa Ca'Zorzi, la settecentesca Villa Bortoluzzi Con la sua elegante facciata, semplice e lineare, è perfettamente inserita nel paesaggio noventano. E' uno dei molteplici esempi dell'interesse del ricco patriziato veneziano che, attratto dal fascino della campagna, dal suolo fertile e dalla comodità dei collegamenti in barca con Venezia tramite il fiume Piave, scelsero la località di Noventa per costruirvi le loro fastose ville. Villa Bortoluzzi La casa degli spiriti Provenendo dal centro di Noventa si percorre la via Calnova e ad un certo punto sì svolta verso Santa Teresina, subito a sinistra, si può scorgere una vecchia casa disabitata che come tante vecchie case ha una sua storia: Villa Bortoluzzi, meglio conosciuta come la casa degli spiriti. Fu costruita tra il XVII e XVIII secolo come propria residenza di campagna dai Fonseca. Questi erano una famiglia d’origine spagnola che a queltempo ed al pagamento di un ingente somma, si era comprato il titolo di far parte del patriziato veneto. Come riporta il Casimiro Freschot nel suo volume sulla Nobiltà Veneta del 1707, che afferma che il capostipite Agostino”….col merito del volontario sacrificio di ricche somme a Pubblici bisogni, acquistò l’anno 1664 il fregio della Veneta Nobiltà…..”. La villa, subendo anche dei rimaneggiamenti, diventò poi proprietà della famiglia Cerreti, per passare verso la fine dell’800 ai Bortoluzzi. In seguito, l’edificio degradò da residenza padronale a casa rurale. L’originale nobiltà dei costruttori continuò in ogni caso ad essere testimonianza dal grande stemma, con le cinque punte dell’arma dei fonseca, che campeggiavano sulla facciata fino a, quando una decina d’anni fa fu misteriosamente rimossa e trafugato. La fama della villa però non è dovuta certamente a questo si racconta, infatti, che in essa accadessero fenomeni inspiegabili come strani rumori, porte che si aprono e chiudevano da sole ed altre manifestazioni, che nella comune credenza, si riscontano nei luoghi abitati dai fantasmi. A voler cercare una spiegazione, nei racconti si parla di domestiche ingravidate e poi misteriosamente scomparse, alludendo a quello che succedeva durante i festini che i “signori di Venezia” tenevano nella villa con seguito d’amici, donne e servitù. Di certo la villa continua a mantenere intatto negli anni il suo misterioso fascino. Sarebbe però opportuno che la curiosità che suscita fosse diretta anche a farla conoscere meglio sotto un altro importante aspetto. Durante il primo conflitto mondiale, la sua fortuna ubicazione a qualche chilometro dal fronte di combattimento sul fiume Piave l’ha salvata dalla distruzione toccata ad altre ville esistenti in paese, ed oggi nonostante il degrado in cui versa, resta sicuramente uno degli edifici di maggior pregio storico architettonico esistenti a Noventa.